venerdì, 28 marzo 2008

San Salvatore di Sotto Ascoli Piceno1

...

La chiesa di San Salvatore di Sotto, di stile romanico ed attualmente sconsacrata, appartiene alla città di Ascoli Piceno.
 
Si eleva a sud del contesto urbano, nella zona Caldaie nel quartiere di Porta Maggiore, sulla sommità di un poggio detto Colle di Marte, ai piedi di colle San Marco.
 
Imponente nella sua semplicità, con la facciata bipartita, ostenta un austero portale ed una grande trifora intagliata di gusto gotico francese.
 
In questo luogo si consolidò nel tempo l’abitudine degli ascolani di venerare il Salvatore ed assistere alla messa sul sagrato della chiesa il Lunedì di Pasqua. Era, infatti, consuetudine raggiungere il poggio e “passar l’acqua” del torrente Castellano.
 
Clicca e .... leggi tutta la voce !
postato da: Infiniti Spazi alle ore 10:10 | Permalink | commenti (5)
categoria: porta maggiore, ascoli piceno, chiesa di san salvatore di sotto


lunedì, 25 febbraio 2008
Ponte Tufillo Ascoli Piceno 01

Il Ponte Tufillo, detto anche Ponte Vecchio ed oggi denominato Ponte di Sant’Antonio, è un antico ponte di  Ascoli Piceno che, attraversando il fiume Tronto, collega i quartieri di Porta Maggiore e di Campo Parignano, zona Est della città agevolmente raggiungibile risalendo la via di Ponte Vecchio.

Si trova nelle vicinanze dell’omonima Porta Tufilla e di Ponte Nuovo. La sua prima costruzione si fa risalire al tempo del vescovo ascolano Alberico nell’anno 1097 e, secondo questa datazione, sarebbe stato il ponte medioevale più antico di Ascoli.

Nei secoli che seguirono la struttura, si andò progressivamente degradando e fu soggetta a restauri e ricostruzioni, fino a diventare un ponte inutilizzato.
Nel 1546 era definito il “ponte delle tavole” poiché il suo utilizzo era reso possibile da una struttura sovrapposta costituita da tavole di legno.
.
Lo storico Giuseppe Fabiani racconta di restauri conservativi avvenuti tra il 1578 ed il 1590 e dell' intervento di risarcimento di un’edicola votiva nel 1564 che forse sorgeva all’inizio del ponte.
.
Lo storico Mario Sabatucci ricorda che nel 1607 ebbe luogo l’appalto per il restauro del ponte che andò aggiudicato a G.B. Torretti da Civitella “de Regno” il quale ultimò l’opera di risarcimento del ponte stesso nell’anno 1613.
.
Il ponte attuale è l’opera derivata dal progetto di ricostruzione del 1610 attribuito da Antonio De Santis a Lazzaro Giosafatti che avrebbe potuto avvalersi anche della capace collaborazione di Luigi Vanvitelli.
.
Del preesistente ponte si conservano le tracce del pilastro eretto al di sotto della prima arcata di quello ricostituito realizzato in blocchi squadrati di travertino, articolato su due fornici.
.
La pianta della città di Ascoli, del 1600, di Emidio Ferretti, ai numeri 76 ed 82, distingue la presenza, al lato Sud del ponte, di una fontana detta “fons bovis”, ed al lato Nord, della piccola chiesa di Santa Maria a Mare, costruita nell’anno 1637 e successivamente abbattuta.
.
postato da: Infiniti Spazi alle ore 15:14 | Permalink | commenti (10)
categoria: ascoli piceno, ponte tufillo


giovedì, 31 gennaio 2008
L'immagine è di proprietà dell'artista Tommaso Manzi: www.tommasomanzi.it
.
Il Tempietto di Sant' Emidio Rosso è stato edificato al di fuori delle vecchie mura cittadine di Ascoli Piceno e rappresenta uno dei siti religiosi dedicati a Sant'Emidio, patrono della città.
Sorge nel quartiere di Porta Solestà poco distante dal Ponte Romano e dalla fonte di Sant’Emidio.
.
La dedicazione al Santo ricorda che in quel luogo questi subì la pena della decapitazione e, secondo la tradizione agiografica, si incamminò, con in mano la sua testa, per raggiungere le grotte. Queste erano il luogo dove si era rifugiato coi compagni durante le persecuzioni, che divennero il posto del loro sepolcro ed in seguito sede dell'oratorio trasformato, nella prima metà del 1700, nel tempietto di Sant'Emidio alle Grotte.
.
La piccola chiesa, a pianta ottagonale, finestrata e con basamento di travertino liscio, nasce come ampliamento dell'edicola che custodiva il sasso della decapitazione.
La pietra è identificata col nome de “la cona de Santo Migno”. “Cona” è una parola che deriva dal greco bizantino (είκόηα) che vuol dire “ritratto o immagine” e “Santo Migno” che significa di modesta statura, piccolo, grazioso.
.
Il popolo dei fedeli ascolani ha destinato questa pietra a divenire la reliquia della memoria del martirio del santo cefaloforo, primo vescovo di Ascoli, conservandola ancora oggi al di sotto dell’unico altare all’interno della chiesetta. I primi cristiani protessero il cippo racchiudendolo in una modesta edicola che lo custodì per lunghi secoli.
.
Controversa è, invece, l’attribuzione della costruzione del tempietto e secondo le narrazioni degli storici ascolani prevalgono due differenti versioni.
.
Una vuole che verso il 1500 i canonici del duomo divennero i custodi della pietra e, nell’anno 1562, provvidero a sistemare la piccola edicola aggiungendo una grata di protezione, pavimentandola e intonacando le porzioni di muro. Qualche anno dopo, nel 1571, intervennero nuovamente sul piccolo fabbricato per apportare migliorie alla pavimentazione dell’ingresso con sassi e pietre di loro proprietà. Nel periodo compreso tra il 1592 ed il 1594 gli stessi canonici si adoperarono per operare una ulteriore e definitiva sistemazione dell’edicola. Fecero realizzare lavori di maggior spesa, forse affidati al maestro lombardo Marco Bonera che può essere considerato colui che conferì la forma ottagonale all’attuale tempietto. Attilio Galli riporta questa versione condivisa anche dallo storico Giuseppe Fabiani che è concorde con l’ipotesi che la sistemazione del tempio possa risalire a questo intervento voluto dal Capitolo ascolano dell’epoca e ritiene inesatta la narrazione della sistemazione dell’edificio religioso attribuita al vescovo Sigismondo Donati nel 1633.
.
Altri storici, come Sebastiano Andreantonelli e Francesco Marcucci, dichiarano che l’opera di costruzione del tempietto e la forma attuale fu data forse da Fulgenzio Morelli per incarico del vescovo Donati nel 1633. In particolare Andreantonelli riporta come prova dell’attribuzione questa epigrafe:
"SANCTO.EPISCOPO.ET.MART.EMYGDIO.
IN.LOCO.MARTYRII.EIVS.EREXIT.ET.DICAVIT.
SIGISMVNDVS.DONATVS.DE.CORRIGIO.
EPISC.ET.PRINC.ASCVLI.MDCXXIII(recte MDCXXXIII)"
(A Sant’Emidio, vescovo e martire di Ascoli, nel luogo del suo martirio, il vescovo e principe di Ascoli Sigismondo Donati da Carreggio costruì e dedicò. 1623 (1633) )
Il tempietto si distingue da tutte le altre chiese per i suoi esterno ed interno, dipinti di rosso, colore che ricorda il sangue versato dal Martire.
.
È un luogo di culto molto sentito nella devozione popolare ed anche per questo motivo è molto facile trovarlo aperto e frequentato da cittadini ascolani.
postato da: Infiniti Spazi alle ore 10:29 | Permalink | commenti (6)
categoria: ascoli piceno, tempietto di sant emidio rosso


domenica, 06 gennaio 2008
Fortezza Pia di Ascoli Piceno ingresso
........
La Fortezza Pia di Ascoli Piceno è un’antica costruzione fortificata che si eleva sul colle dell’Annunziata, nella zona più alta della città.
 
Forse già in epoca piceno-sabina, su questa altura, allora chiamata ''Colle Pelasgico'', vi fu il vecchio cassero, distrutto da Gneo Pompeo Strabone e riedificato sempre in epoca romana.
 
Questo rilievo, considerato un importante luogo sia dal punto di vista panoramico che dal punto di vista strategico, ha da sempre accolto opere fortificate.
 
La Fortezza deve il suo nome a Papa Pio IV che, nel 1560, volle farla ricostruire aggiungendo angolati baluardi scarpati sul versante meridionale e ristrutturando anche gli altri fronti. I bastioni orientali furono avanzati per consentire il fuoco incrociato dalle troniere per la difesa dell'ingresso.
...
Fortezza Pia di Ascoli Piceno
La costruzione faceva parte di un complesso sistema difensivo ed era collegata ai baluardi di Porta Romana, tramite un camminamento ricavato nella doppia cerchia muraria.
 
La cittadella fu poi smantellata dai Longobardi e ricostruita dal Comune Ascolano nel decennio tra 1185 ed il 1195.
....
Fortezza Pia di Ascoli Piceno ingresso 02
.... 
Quando la città cadde in mano a Federico II, del Sacro Romano Impero, la fortezza conobbe il nuovo triste destino dei vinti e fu demolita per la terza volta. Nel 1349, Galeotto Malatesta, signore di Ascoli, per sentirsi al sicuro in una città che gli dimostrava solo ostilità, la fece restaurare.
 
''Et nel medesimo anno il signore Galiocto fe fare le roche in nascoli la quale è quella del casare a monte, et l’altra da quella al casaro a Ponte Magiore.'‘.
 
L’opera fu portata a termine dai maestri lombardi Antonio Luchini e Giovanni Angelo di Marco detto Bonera. L’ascolano Silvestro Galeotti fu incaricato di fondere alcuni cannoni per armare il forte.
 
I lavori furono portati avanti con una certa fretta per le necessità imposte dalla Guerra del Tronto e si limitarono, in un primo momento, a sommarie fortificazioni e ad acquartieramenti destinati ad accogliere le soldatesche. Proseguirono negli anni successivi con il restauro vero e proprio dell’antica fortezza.
....
Fortezza Pia 01
 
Forse fu Antonio da Sangallo il giovane l’architetto che diresse la ricostruzione. La rinata fortificazione comprendeva due bastioni scarpati posti a guardia dell’ingresso principale e lunghe cortine munite di casematte con feritoie per il tiro delle armi da fuoco.
 
Il costo del nuovo complesso gravò sugli ascolani che furono costretti a contribuirvi con tre giornate lavorative l’anno.
 
Nella pianta della città incisa da Feretti, nel 1646, é possibile osservare integralmente la costruzione. Risulta evidente come del precedente cassero fosse stata conservata la torre a guardia della ''Porta Summa'' della città, la cortina occidentale e parte di quella meridionale, tutti elementi ben visibili ai nostri giorni.
...
Fortezza Pia di Ascoli Piceno tracce affreschi 01
 
La fortezza fu poi smantellata dai francesi, nell’anno 1799, e successivamente venne usata come cava di pietre: ''ci viene riferito che da qualche tempo le vecchie mura della Fortezza Pia servono da cava di pietre a certi notturni industriali''.
Oggi, di essa, rimangono muraglie verso Nord ed i bastioni del lato Est, tra i quali si apre un caratteristico, tozzo portale a bugne con una scritta che ricorda l’opera del Pontefice Pio IV:
 
“Pius IV medic. Medio/Pont. Max/Moenia e fundamentis/Erexit MDLXIV”.
......

clicca e leggi la pagina della Fortezza Pia, scritta in dialetto ascolano, su Wikiliva!

postato da: Infiniti Spazi alle ore 20:39 | Permalink | commenti (6)
categoria: ascoli piceno, porta romana, forte malatesta, wikiliva, fortezza pia


sabato, 15 dicembre 2007
A
chi
legge,
commenta
e visita il mio blog
rivolgo affettuosi, sinceri
AUGURI
per un Natale gioioso,
vissuto con autentica passione,
da condividere soprattutto
con le persone più care e tanto, tanto amore
da donare e da ricevere.
 
Grazie a tutti i siti che linkano le mie pagine:
Ascolidavivere.it, TommasoManzi.it, SciMarche.it
EscursioniSibillini.it,  La Compagnia dei Folli 
StoriaMedioevale.net, Castel Trosino - borgo incantato
O'connors O'pinions, Mondimedioevali.net, Wikiliva
Grazie a tutti i blog che mi elencano tra i loro preferiti.
 
Grazie a tutti gli italo internauti di oltre oceano che,
con i loro messaggi, mi rendono partecipe della loro vita
e delle loro emozioni e spesso mi suggeriscono temi, argomenti
ed immagini di luoghi particolarmente cari. Provvederò appena posso.
E’ una promessa !
 
 Un cordiale e sentito apprezzamento a tutti coloro che,
in questi mesi di silenzio web, mi hanno scritto e mi sono stati vicini.
Siete tutti nei miei pensieri !
 
A tutti quelli che hanno copiato integralmente dal mio blog:
 “La Rocca di Arquata, l’antica Surpicanum”
spacciando come loro i miei testi e le mie immagini ed hanno stampato
pure... un manifesto !! Soprattutto a chi ha clonato il mio Email... che pensiero
delicatissimo !!!
 
A Tommaso Manzi, FordPrefect63, a Paolo di Quintanaonline.it,
ArquaTina, Federica e le ragazze del suo studio, sempre precise con i loro lavori,
AngelaA, AnnaF, Luciana, LinaPA,  la dolcissima Sissy, AnnaR, MariaL, Lorena, Elisa,
Annarita, Erika, Manuel, Middia e Resaria, Zzzzzé (l'Ascolano che più Ascolano non si può!),
 
ad Abruzzoteramano,  Fadipao,  Accifst,  Grazia&Co,  AnriFabio,  Hermansji .:.,
  PinoWolf, VoloAlto,  Medioevalia, Dott.ssa Francy … Stellina,  Cra Cra,  Abruzzoteramo,
Sergio Scacchia   e  Tonino Carino,
 
a Gino Di Benedetto e Fabrizia Di Girolamo,
a tutti gli amici e collaboratori del Presepe etnografico
di Torricella Sicura (Teramo), ”Le Genti della Laga” 
 ispirato alle usanze abruzzesi e deliziosamente allestito,
all’ insostituibile AmazingGrace (ci trovi sempre tutti qui ad aspettarti),
 
a tutti coloro che curano bene Wikiliva,
ai partecipanti al Progetto Marche ed al Portale Marche
a tutti quelli che non mi hanno fatto arraBBBBiare su Wikipedia,
agli arquatani, agli ascolani, ed a tutti i navigatori che arrivano in questa pagina,
alla piccola Camilla, “cecetta de zia tua”,  alla mia mamma ed a mio marito…  vi voglio bene!
 
Buon Natale e
Buon Anno !
Alessandra

Crediti:
sito:  http://www.rapsodiacolors.net  per le stelline azzurre.
postato da: Infiniti Spazi alle ore 11:37 | Permalink | commenti (24)
categoria: